Icons - Steve McCurry
In
100 scatti un grande viaggio nell’umanità di Steve McCurry (Darby, PA, 1950).
E’ il tema della retrospettiva ‘Steve McCurry. Icons’ che dal 15 giugno al 16
settembre a Villa Bardini (Costa san Giorgio, 2 – tel 055 20066206 - 2638599)
riunisce i migliori scatti di uno dei più grandi maestri della fotografia
contemporanea. La mostra è curata da Biba Giacchetti, è organizzata da
Photodepartments e SudEst57 ed è promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio
di Firenze e dalla Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron con il Comune
Firenze –Settore Cultura, in collaborazione con Unicoop Firenze. L’hanno
presentata stamani alla stampa, assieme alla curatrice, Jacopo Speranza, Presidente
della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron e Donatella Carmi, Vice
Presidente Fondazione CR Firenze.
Sono
raccolte le immagini più significative che documentano quanto di meglio
l’artista americano ha realizzato in 40 anni di attività in un viaggio
simbolico, nel complesso universo di esperienze e di emozioni, che ha toccato
paesi come l’India, l’Afghanistan, la Birmania, il Giappone, il Brasile. Non
manca il ritratto di Sharbat Gula, la ragazza afghana che McCurry ha
fotografato nel campo profughi di Peshawar in Pakistan e che, con i suoi grandi
occhi verdi e col suo sguardo triste, è diventata un’icona assoluta della
fotografia mondiale.
All’interno
del percorso espositivo è proiettato il filmato, prodotto dal National
Geographic, dedicato alla lunga ricerca che ha consentito di ritrovare, 17 anni
dopo, ‘la ragazza afgana’ ormai adulta.
La mostra è corredata da un catalogo (Edizioni
SudEst57, 100 pagine, 25 euro) nel quale Steve McCurry ha selezionato con Biba
Giacchetti le sue immagini più belle, più famose o verso le quali nutre un
sentimento particolare legato al momento in cui le ha scattate. Per la prima
volta il maestro racconta le sue icone una ad una svelandone i retroscena.
Flash appassionanti di storia del mondo, lunghi appostamenti in cerca
dell’inquadratura perfetta, o incontri fortuiti che lasciano il segno nei suoi
ritratti unici, a cominciare da Sharbat Gula, la piccola afghana, fino al
nomade Kuchi, in testa al suo branco di cammelli, fermato per le strade di
Srinagar in Kashmir, o come i monaci Shaolin che hanno improvvisato per McCurry
una vera esibizione del loro talento, tutti esempi e simboli della dignità e
della fierezza umana che solo lui sa raccontare.
“Con
le sue foto Steve McCurry ci pone a contatto con le etnie più lontane e con le
condizioni sociali più disparate – afferma la curatrice Biba Giacchetti -
mettendo in evidenza una condizione umana fatta di sentimenti universali e di
sguardi la cui fierezza afferma la medesima dignità. Con le sue foto ci consente
di attraversare le frontiere e di conoscere da vicino un mondo che è destinato
a grandi cambiamenti. La mostra inizia, infatti, con una straordinaria serie di
ritratti e si sviluppa tra immagini di guerra e di poesia, di sofferenza e di
gioia, di stupore e d’ironia. Sono le immagini da lui più amate, raccolte in
una sorta di viaggio libero che parte da grandi sezioni di ritratti, affronta
temi più seri, come le guerre, l’11 settembre, i monsoni e il terremoto del
Giappone, per fondersi poi in sale più rasserenanti che ospitano immagini più
poetiche, tratte dai grandi progetti di McCurry sulla spiritualità e sulla
lettura.
‘’Siamo
onorati di poter ospitare questo evento – ha dichiarato il Presidente della
Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron Jacopo Speranza – anche perché
questo luogo coltiva da sempre uno stretto legame con la fotografia. Per
tradizione ospita mostre fotografiche che raccontano luoghi e culture, come
Italia-Metafisica George Tatge, di recente Luca Berti con la mostra Norden.
Oggi i 100 scatti di ‘Icons’ rappresentano una nuova occasione per valorizzare
questa straordinaria espressione artistica in un luogo che invita il visitatore
ad immortalare attimi di pura bellezza. Una vera e propria vocazione alla
fotografia in ogni suo angolo’’.
‘’Fondazione CR Firenze –
ha sottolineato la Vice Presidente Donatella Carmi - è impegnata nella
valorizzazione delle espressioni artistiche e la fotografia è senz'altro una di
queste. Una delle collezioni più importanti che abbiamo, seppure su tela, è
quella delle vedute di Firenze e mi piace pensare che questa mostra possa
essere invece una veduta sul mondo a partire da Villa Bardini. Scatti ricchi di
storia, cultura, tradizioni che si rintracciano nei volti e nei ritratti dei
loro protagonisti’’.